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O R D I N E D E L G I O R N O PDL 376 - Bilancio di previsione 2018 – 2020

 
OGGETTO: sostegno alle persone affette da patologie croniche

Il Consiglio Regionale della Lombardia

Visto il progetto di legge regionale 376 “Bilancio di previsione 2018 – 2020 e gli stanziamenti di risorse ivi previsti in materia di welfare;

Premesso che La nuova politica regionale per l’assistenza alle persone affette da patologie croniche, al di là delle questioni di legittimità in relazione all’art 48 della Legge 833/78, rinnovellato all’art 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e dal Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (Il rapporto tra il Servizio sanitario nazionale, i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta e' disciplinato da apposite convenzioni nazionali), comporta il rischio di incrementare i costi dell’assistenza sanitaria di base ed i budget per le prestazioni ambulatoriali senza garantire una assistenza sanitaria migliore della attuale. Per l’assistito verrà corrisposta una quota capitaria uguale per tutti i cittadini ed una tariffa per la presa in carico al “gestore”. Potranno inoltre essere contrattualizzati nuovi erogatori privati potendo le ATS stipulare contratti di scopo.

Considerato che Contro questi provvedimenti si sono sollevate protesta di vari sindacati medici, di associazioni di cittadini e avanzati ricorsi in sede amministrativa. Il 6 dicembre scorso è stata pubblicata l’ordinanza del Consiglio di Stato , con cui respingendo la richiesta di sospensiva, dato che gli effetti non sono stati ritenuti immediati, ha ordinato al Tar della Lombardia “la sollecita fissazione della udienza di merito”

Ritenuto che Le delibere regionali comportano diverse cambiamenti che di fatto scardinano il sistema sanitario pubblico portando ad ulteriore compimento la scelta di privatizzazione del SSR . Infatti:

  • Viene per delibera regionale tolta al medico di medicina generale la gestione del proprio assistito, come previsto dalla CUN, stravolgendone la figura ed il previsto suo ruolo nella gestione "personalizzata e globale" del paziente cronico.
  • Viene a mancare l’approccio olistico alla persona assistita che sarà seguita per la patologia cronica da un soggetto diverso da quello cui dovrà rivolgersi per le patologie acute intercorrenti
  • Viene a mancare la unicità del fiduciario dell’assistito, che si rivolgerà al proprio medico di medicina generale per farmaci e patologie diverse dal quelle croniche, di cui, una volta espresso il suo consenso al PAI, avrà solo poche possibilità di controllo, essendo “gestite” da un soggetto diverso ed autonomo, pubblico o accreditato.
  • Viene a mancare un unico ordinatore di spesa e quindi la usabilità della banca dati assistiti (BDA) e dei flussi delle prestazioni ambulatoriali a scopi programmatori e di controllo della spesa.
  • Viene a mancare o viene limitata la libertà di scelta del luogo di cura dato che il gestore, non medico di medicina generale, effettuerà direttamente le prestazioni previste nel PAI nei propri servizi.
  • Viene a inficiare il più virtuoso processo che attraverso la Banca Dati Assistiti (BDA) e i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, (PDTA) validati si sarebbe potuto controllare e valutare l’appropriatezza prescrittiva dei medici di medicina generale.
  • Il gestore del PAI non risponde dei risultati, non ci sono neppure indicatori di risultato in termini di salute, se poi risparmierà sulle prestazioni si terrà i risparmi anche se il gestore privato potrebbe accontentarsi del maggior ricavo per le prestazioni che potrebbe fare in eccesso.
  • Viene a modificare la natura ed il ruolo delle stesse cooperative dei medici di medicina generale che da strumenti di supporto, per la logistica e per il personale non medico, si vanno trasformando in soggetti sempre più gestionali e di direzione rispetto alle quali i medici da professionisti potrebbero perdere l’autonomia non solo organizzativa ma anche professionale e scivolando in un rapporto di dipendenza, più o meno mascherato, senza più le garanzie di accesso e di stabilità oggi garantite dalla CUN.
E soprattutto incrementa la privatizzazione del SSR, affidando a soggetti privati autonomi (gestori privati contrattualizzati, cooperative) la domanda e l’offerta di prestazioni per buona parte dei “cronici” che sono la fonte maggiore dei costi del SSR.

Per queste ragioni

Impegna la Giunta e l’Assessore Competente

  • modificare le delibere prevedendo che i soggetti gestori dei piani assistenziali elaborati secondo percorsi diagnostici e terapeutici validati debbano essere solo i medici di medicina generale, unici fiduciari dell’assistito.
  • prevedere che per svolgere questo ruolo i medici di medicina generale devono essere organizzati in UCCP, e non necessariamente in cooperative (tra le funzioni che la CUN dovrebbe regolare c’è: la partecipazione di medici a societa', anche cooperative, al fine di prevenire l'emergere di conflitti di interesse con le funzioni attribuite agli stessi medici dai rapporti convenzionali) e che i soggetti cui richiedere le prestazioni previste dal PAI siano scelti con l’assenso dell’assistito, che mantiene la libera scelta del luogo di cura.
  • assicurare comunque che i provvedimenti regionali sulla assistenza alle persone affette da patologie croniche non aumentino le spese complessive per la medicina generale, (a meno di eventuali incrementi per il rinnovo della CUN), ed il budget complessivo regionale per le prestazioni ambulatoriali delle strutture private contrattualizzate.
 
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